Abusivismo edilizio: la costa molisana al terzo posto

Un altro ‘bel’ primato per la costa molisana: dopo la maglia nera per l’erosione, arriva un’altra batosta nel versante del mattone selvaggio. Il litorale è al terzo posto di una classifica nazionale stilata da Legambiente, per quanto riguarda l’abusivismo edilizio. Il terzo gradino del podio spetta alla regione per il numero di infrazioni per chilometro.

Per la precisione sono 4,12 ogni mille metri. Un’escalation di illeciti nell’edilizia notevole rispetto al 2004. Il Molise è infatti risalito di ben cinque posizioni, rispetto al dato registrato due anni fa, quando Legambiente aveva rilevato 3,22 ogni chilometro. L’incremento supera il 23%. E Termoli fa la sua parte, visto che solo lo scorso anno la Capitaneria di porto ha sequestrato più di quaranta abitazioni, per presunto abusivismo, in quanto insisterebbero sul terreno demaniale. Il Molise segue la Campania, la regina del mattone selvaggio in riva al mare, con 5,48 infrazioni per chilometro. Al secondo gradino c’è invece il Veneto, che cede il posto di capolista passando da 6,43 infrazioni nel 2004 a 4,67 del 2005.
Legambiente mette in evidenza il nuovo volto assunto dal fenomeno mattone selvaggio: “L’abusivismo edilizio attuale è l’abusivismo del superfluo – sostiene Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente – non ci sono più miseri rustici tirati su in una notte o appartamenti monofamiliari con rifiniture dozzinali e senza intonaco, la nuova frontiera è l’abusivismo di lusso. Si compiono abusi per aumentare la dotazione di stanze dell’esclusivo albergo in costiera, per costruire ville signorili, per trasformare piccole cabine in altrettante camere da letto vista mare, si scava nella roccia e si costruisce di tutto”. [via Il Quotidiano del Molise]

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